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Questa mattina ho avuto la fortuna incommensurabile di incontrare al bar Frida Kahlo. Era seduta da sola proprio nel dehors del bar sotto casa mia mentre rimirava degli schizzi della sua opera “La colonna spezzata”.

 

 

Frida Kahlo: “Fiorenza, te stavo esperando. Ho sentito che mi hai chiamata porque volevi farmi delle domande. Vieni aqui vicino a me dopo aver ordinato due caffè por favor.”

Fiore: “Frida! Sei proprio tu!! Ti ho pensata tanto in questi giorni.. sai.. come sta andando il mondo e volevo parlare con te di questo. Oggi la tua figura è simbolo di resistenza e libertà, ma anche di dolore e complessità. Se fossi viva oggi, cosa diresti riguardo alla società moderna, al patriarcato e ai suoi effetti sulla salute mentale delle persone, in particolare quelle Queer?”

 

Frida: “Il patriarcato ha sempre cercato di inchiodarci in gabbie invisibili, dicendoci come dovremmo essere, come dovremmo amare, come dovremmo apparire. Ma l’anima, mia cara, l’anima non si piega così facilmente. Noi persone Queer, donne, lesbiche, etero, bisessuali, persone trans, intersex, e non binarie, persone con corpi “non conformi”, grasse, disabili e chiunque vive di traverso, siamo nate per abbracciare la nostra autenticità, eppure il mondo vuole costringerci in forme che non ci appartengono. Il danno più grande che il patriarcato fa alla nostra salute mentale è farti credere che la tua vera natura non sia degna di amore o di esistenza. Ma non è così. Il dolore è reale, sì, ma è anche attraverso di esso che impariamo a trasformarci, a essere più fort3. La salute mentale non è una questione di sfuggire al dolore, ma di imparare a viverci insieme.”

 

Fiore: “E a chi oggi sta affrontando discriminazioni quotidiane e ingiustizie cosa diresti? Cosa consiglieresti a chi si sente abbattutə dalla lotta continua per la propria visibilità e dignità?”

 

Frida: “Io so cosa significa lottare contro il mondo, credimi. Ho lottato con il mio corpo, con le cicatrici, con l’amore che mi è stato negato o tradito. Ma a chi oggi soffre, dirò questo: non permettete mai che il mondo vi dica chi siete. Se il corpo vi tradisce, se la società vi respinge, tenete stretta la vostra bellezza interiore. Non lasciate che nessuna discriminazione vi faccia credere che il vostro essere sia un errore. Ogni dolore che avete subito è un filo d’oro che vi collega alla vostra forza. La vita è dura, sì, ma ogni giorno che viviamo è una vittoria. Le ferite ci formano, ma non ci distruggono. E ricorda: l’amore è rivoluzionario, in ogni sua forma.”

 

Fiore: “Tu che hai vissuto una vita amorosa tormentata, pieni di tradimenti e sofferenza, come hai trovato la forza di rimanere fedele a te stessa nonostante tutto?”

 

Frida: “Il tradimento è una delle ferite più dolorose. Ho amato, e sono stata tradita, ma anche io ho tradito, forse per cercare una forma di amore che non riuscivo a trovare. Ma in quel dolore ho trovato una cosa importante: il tradimento non è una condanna alla solitudine. Ogni persona dovrebbe scoprire la propria verità, per aprirsi all’amore che non dipende dalle persone o dalle aspettative altrui. La forza non sta nella perfezione, ma nell’onestà. In tutto il mio dolore, ho imparato a non dipendere da altre persone per la mia felicità. Non ho mai smesso di cercare il mio Io più vero, e lo consiglio a tutt3: non cercate l’approvazione altrui, cercate la vostra.”

 

Fiore: “E se potessi dare un consiglio a chi, come me, è psicoterapeuta e lavora con persone che affrontano traumi e discriminazioni, quale sarebbe?”

 

Frida: “Tu, come terapeuta, hai un compito che è al contempo sacro e impegnativo. Quello che posso dirti è che la vera guarigione nasce nell’ascolto. Non giudicare, non cercare di ‘aggiustare’ le persone, ma aiutale a vedere la loro bellezza, anche nelle cicatrici. Spesso la gente che viene da te ha paura di essere vista, teme di essere troppo diversa o troppo spezzata. Aiutale a trovare il loro valore, a sentire che la loro esistenza ha un senso, proprio come è. Sii paziente, sii amorevole, ma soprattutto sii autentica. Ogni persona ha una storia che merita di essere ascoltata senza fretta, senza pregiudizi. Offri il tuo cuore, e tutto il resto seguirà.”

 

Fiore: “La tua opera ‘La colonna spezzata’ che stavi contemplando quando sono arrivata mi sembra che parli proprio della fierezza della resilienza e mi sembra possa incoraggiare tutta l’umanità?”

 

Frida: “Forse ‘La colonna spezzata’ simboleggia la mia ferita più grande, ma anche la mia forza. Vedi, spesso i traumi e il dolore che portiamo nel corpo non sono segni di debolezza, ma di resistenza e resilienza come dici tu. La colonna spezzata non è solo una metafora per il mio corpo malato, ma per il coraggio di continuare a vivere, a lottare, a cercare la bellezza nonostante tutto. Non è facile, ma è la nostra verità.”

Fiore: “Grazie molte Frida per la tua visita e per le parole incoraggianti. Spero che tu possa continuare il tuo viaggio nella luce e ti saluto con infinita gratitudine”

Frida: “Adios!”